Visualizzazione post con etichetta Piombino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piombino. Mostra tutti i post

martedì 24 febbraio 2015

MA.. UN BEL DI’ VEDREMO LEVARSI UN FIL DI FUMO ?



Ci siamo forse scordati che il 1° maggio 2014 venne consegnato  a Rossi , in un tripudio di applausi, simbolicamente lo scovolino con cui era stato spento l’altoforno con l’auspicio che tornasse a riconsegnarlo per la riaccensione? Noi non ce lo siamo scordato, come non ci siamo scordati che la riapertura dell’area a caldo era quello per cui abbiamo lottato fino alla fine. Detto questo, abbiamo aperto un credito a Cevital che ha manifestato l’intenzione ( e tuttora siamo a intenzioni visto che il piano industriale dettagliato è latitante) di produrre acciaio con i forni elettrici, di diversificare costruendo un impianto agro industriale etc etc. Adesso Cevital vuole riaccendere l’altoforno, per noi va benissimo ( anche la Germania apre altoforni mentre noi li chiudiamo, quindi perché no?), ma ci chiediamo: in che condizioni sono gli impianti spenti da circa un anno?, quali tutele ambientali e di sicurezza ci sono per gli operai e la cittadinanza? Come si concilia la ripartenza dell’area a caldo con l’impianto agroindustriale che lì doveva essere costruito? Cevital bisogna decida che fare da grande, se vuole investire sull’altoforno lo faccia, ma  ci deve dire come, perché  e per quanto tempo, oppure prosegua per la sua strada, ma anche in questo caso dicendo come e perché. Si fa notare che nel frattempo continuano la solidarietà e la cassa integrazione, quest’ultima, per i dipendenti delle Ditte, pagata un mese sì e quello dopo non si sa.  Né i lavoratori né i cittadini sono pedine su una dama.

domenica 23 febbraio 2014

Lo spezzatino della Sanità




   Piombino, 22.02.2014
                                                                     

Le dichiarazioni del Direttore Generale ASL 6, sul Tirreno del 18 u.s., riguardanti il rendiconto 2014 fanno accapponare la pelle. Nonostante anni e anni di tagli si devono ancora ridurre le spese di 30 milioni di euro. E le soluzioni quali sono? Privatizzazione del front office e poi privatizzazione della specialistica. Stanno svendendo la sanità pubblica pezzo per pezzo. Con la costituzione delle Aree Funzionali Territoriali si sta consegnando una fetta della medicina del territorio ad una categoria, i Medici di Famiglia, che di fatto non fa parte del SSN ma è con questo convenzionata; un’altra forma di esternalizzazione. Avevamo già segnalato in sede istituzionale l'incredibile impegno di denaro per la costruzione dell’Ospedale di Livorno, un impegno che durerà 34 anni con esorbitanti cifre da sborsare, alla faccia dei risparmi. Il direttore, interrogato, scrisse al consiglio comunale di stare tranquilli. E questo è il risultato? Per i prossimi anni si prevedono solo tagli su tutto dalla cancelleria in su, bacchettate ai medici pubblici e convenzionati, perche limitino le prescrizioni alle reali necessità (ma c'era bisogno di dirlo? L'appropriatezza era già un baluardo della 833, buonanima..). Il protocollo firmato per la costruzione della Casa della Salute a Piombino prevedeva la costituzione di un gruppo di lavoro e che comunque il Consiglio Comunale sarebbe stato stato informato regolarmente sullo stato di avanzamento del progetto. Non ne sappiamo più niente. Ma i soldi, che in parte dovevano provenire dalla vendita degli immobili di proprietà Usl del territorio, ci saranno ancora nel quadro descritto dal Direttore Generale?
Rifondazione Comunista non si oppone a prescindere alla costruzione di strutture moderne, adeguate ai bisogni dei cittadini, accoglienti, che radunino tutti i servizi e i medici di famiglia, magari ben servite dai mezzi pubblici, aperte tutto il giorno, in modo da creare meno disagi possibile alla popolazione, come la Casa della Salute, e neanche si oppone a prescindere a un ospedale nuovo, all’avanguardia, con un bacino di utenza maggiore e con servizi aggiuntivi e migliorativi per i cittadini della Val di Cornia. Ma sulla Casa della Salute tutto tace, dell’Ospedale non se ne parla, e non si sa da che parte possano arrivare i soldi, visto che pubblici non ce ne sono e che quello che si potrebbe offrire al privato con il meraviglioso project financing, è già in mano a chi costruisce l’Ospedale di Livorno (si ricorda: tutti i servizi non sanitari per 34 anni da Livorno all’Elba..), a meno che non si voglia cedere al privato partner i servizi sanitari….. E poi la 398 fino al porto, necessaria per il collegamento con questo nuovo ospedale, quando si inizia? E’ di pochi giorni fa la notizia che l’iter ha subito un altro stop.
In breve Rifondazione Comunista pensa che per una sanità che funzioni serva un percorso ospedale territorio che non abbandoni il cittadino ma che lo segua da casa al reparto e dal reparto a domicilio. Per ottenere questo è essenziale mantenere due punti di forza della Zona val di Cornia, l’ospedale e la gestione integrata ed unificata dei servizi socio sanitari e di alta integrazione.
Inoltre, Rifondazione Comunista pensa che il servizio sanitario pubblico debba tornare ad essere una priorità, che debba essere totalmente finanziato con la fiscalità generale, che sia disancorato dal pareggio di bilancio, perche la sanità è un servizio pubblico essenziale. L’aziendalizzazione ha messo il SSN alla merce del mercato. Avere come unica soluzione solo il taglio di spesa significa aver fallito su tutti i fronti. Aver creduto che le prestazioni sanitarie si potessero trattare alla stregua di un qualunque altro prodotto commerciale è stato un errore madornale.. Quando si tolgono milioni di euro dal Fondo Sanitario Nazionale si generano effetti devastanti sui territori, con tagli di risorse e personale che coincidono solo con il peggioramento del servizio di cui ha bisogno il cittadino.
Uno Stato moderno e democratico deve tornare a fare programmazione industriale e trovare gettito fiscale dal rilancio dell’economia nazionale e trovare così le risorse per garantire i servizi.
Per questo ci opponiamo alle politiche neoliberiste e ai tagli, oggi più che mai, dato atto che la Regione Toscana ha deciso di "cambiare verso..."

Partito Rifondazione Comunista
Circolo “V. Corallini” Piombino

Immagine tratta da internet inserita da amministratore blog


sabato 27 luglio 2013

RIFONDAZIONE: BILANCIO INSUFFICIENTE PER ANSELMI

RIFONDAZIONE: BILANCIO INSUFFICIENTE PER ANSELMI

Abbiamo intervistato Alessandro Favilli, segretario di federazione Piombino-Val di Cornia-Elba di Rifondazione Comunista, sul futuro politico ed economico della Val di Cornia. 
D. Passa il tempo e la crisi Lucchini si aggrava mese dopo mese. C’è una cura secondo Rifondazione o siamo destinati a veder chiudere l’area a caldo?
L’unica soluzione è un intervento deciso dello  stato in difesa della Siderurgia Nazionale .Questa operazione  può arrivare fino alla nazionalizzazione così come garantito dagli articoli 42 e 43 della Costituzione. La produzione dell’acciaio è strategica per un paese industrializzato e la perdita del secondo polo siderurgico avrebbe conseguenze imprevedibili anche per ciò che rimane dell’industria italiana.
Ciò che serve è una decisione politica che rimetta in campo una programmazione economica di medio periodo approntando strumenti pubblici di intervento, ad esempio, istituti di credito di diritto pubblico riesaminando le funzioni della Cassa Depositi e Prestiti, che è dotata di un’enorme liquidità, e ripensare ad una nuova IRI che, vorremmo ricordare è stata, il motore dello sviluppo italiano e generatrice di redistribuzione diffusa di ricchezza.
Non sembra, però, che il governo PD-PDL si muova in questa direzione, anzi il ministro “tecnico” Saccomanni invoca nuove privatizzazioni. Coloro ci hanno portato a questa situazione sono anche i medici che dovrebbero curarci è paradossale!
D. I sindacati hanno saputo gestire la crisi o hanno subito anche loro gli eventi?
I sindacati sono stati insufficienti nella gestione della crisi piombinese non hanno saputo guidare i lavoratori in una lotta che aveva ed ha per posta la vita o la morte. Ci troviamo di fronte all’approssimarsi della chiusura dell’area a caldo, che avrà come conseguenza il collasso dell’intero polo siderurgico con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro tra Lucchini, Magona ed indotto senza praticamente difendersi.
Anche le modalità degli scioperi che si sono susseguiti dimostrano debolezza di fronte alla fine delle fabbriche e di Piombino stessa: il 26 luglio 3 ore di blocco sono una barzelletta. In altri casi di gravissime crisi industriali e territoriali, dall’ILVA all’ALCOA a Terni, la difesa del posto di lavoro e la lotta conseguente è stata ben diversa. L’impressione è che le OO.SS. soffrano, nel nostro territorio di una certa subordinazione rispetto alle forze politiche di governo locali e nazionali e che a loro si affidino con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
D. Si avvicina la prossima tornata elettorale. Come si collocherà Rifondazione a Piombino?
Per quanto riguarda Piombino il Prc è disponibile ad aprire un dialogo con tutte quelle forze che si collochino nell’orizzonte della sinistra e che si mostrino disponibili a rompere con le politiche e le pratiche di governo degli ultimi 10 anni a cominciare dalle donne e dagli uomini che amministreranno il comune che dovranno effettivamente rappresentare la società piombinese.
Attualmente la giunta, ma anche il consiglio, non rappresenta il lavoro dipendente operaio e non, ma soprattutto ceti professionali e commercianti, la fotografia sta negli attuali assessori e la politiche in quelle che hanno portato alla privatizzazione di pezzi consistenti di territorio come dimostra il più recente pasticcio della ex Lega Navale e la gestione del piazzale d’alaggio, insomma in 2 anni quello spazio pubblico costruito con i soldi di tutti i contribuenti è stato espropriato ai piccoli pescatori, ai piccoli diportisti  ai semplici bagnanti e privatizzato.
D. E nel resto della Val di Cornia?
Per la val di Cornia la situazione si presenta variegata, mentre a Suvereto pensiamo di continuare l’esperienza di Uniti per Suvereto con cui abbiamo costruito l’opposizione al Sindaco Pioli non altrettanto bene è andata a San Vincenzo  e Campiglia con queste liste i rapporti sono interrotti da tempo per le caratteristiche che nel corso della legislatura hanno via via assunto, diciamo, di una certa autoreferenzialità.
E’ evidente che un partito che si chiama Rifondazione Comunista ha nel nome stesso ed in quello della tradizione e cultura politica a cui si richiama ideali d’orizzonte come l’eguaglianza e la centralità del lavoro e dei diritti di fronte alla crisi che pochissimo sono stati considerati in questi anni e su cui è stato persino impossibile confrontarci.
Abbiamo riscontrato un certo imbarazzo a prendere posizioni comuni che probabilmente deriva dalla difficoltà di parlare con un partito, sebbene siamo stati promotori sia del Forum sia del Comune dei Cittadini, siamo quindi orientati a presentare nostre liste in questi comuni approfittando della concomitanza con le elezioni europee.
D. Piombino: Bilancio di fine mandato del Sindaco Anselmi. Dategli un voto e perché.
Il voto è sicuramente un’insufficienza. Il Sindaco è persona di ottime qualità e sicuramente integerrimo, noi valutiamo la sua azione di governo che, peraltro ,abbiamo sempre contrastato. I grandi progetti sempre annunciati a cominciare dai cosiddetti “ fanghi di bagnoli” fino a quelli più inerenti le politiche per l’industria, lo smaltimento dei rifiuti urbani e industriali si sono fermati allo stadio delle enunciazioni.
La politica urbanistica, poi, dopo un inizio promettente con il piano strutturale si è arenata in operazioni di basso profilo con esiti a volte sconcertanti , RTA Berrighi a Salivoli, Piano della Costa Urbana, l’affair Pozzetti. Altro neo è di aver contribuito in maniera decisiva alla distruzione dell’unità delle politiche sovracomunali con la Val di Cornia.
D. Sanità: cosa potrebbe succedere da qui a qualche anno in Val di Cornia?
La situazione della Sanità in generale dipende innanzitutto dalle risorse pubbliche messe in campo e che da anni vengono drasticamente ridotte, quindi le indicazioni e le scelte regionali e aziendali si riducono a continue “riorganizzazioni” che spesso provocano tagli ai servizi e non consentono invece una vera e propria programmazione dei servizi socio sanitari del nostro territorio. Inoltre l’operazione del nuovo ospedale di Livorno, come abbiamo già detto anche in sede istituzionale, lega l’Asl 6 a notevoli obblighi economici di lungo periodo che potrebbero ostacolare investimenti in questa Zona socio sanitaria sia a livello ospedaliero che territoriale.
Inoltre la crisi industriale, se non risolta, porterebbe non solo ad una drastica diminuzione della popolazione ma anche ad un innalzamento dell’età media e ciò potrebbe, nei prossimi anni, ribaltare completamente il punto di vista dei bisogni socio sanitari della cittadinanza. A quel punto sarà ancora sostenibile la fantastica ipotesi di un nuovo ospedale a Riotorto ( da costruire con non si sa quali soldi…) oppure dovremo pensare a tutto un altro tipo di assistenza socio sanitaria?
D. Quale è  futuro per Piombino?
A questa domanda rispondo a titolo personale. Vorrei che Piombino riconquistasse la sua vocazione e la sua identità e ciò non può prescindere dalla tenuta delle sue fabbriche in una produzione rinnovata che contribuisca, così come è stato per un secolo, ad un modello di sviluppo nuovo per l’Italia ricostruire tutte le ferrovie e ritrovare tutte le professionalità che ci hanno reso famosi.

Giuseppe Trinchini
 

 

 

sabato 1 giugno 2013

ASL 6: LA COLPA E’ SEMPRE DEGLI ULTIMI…

 
ASL 6: LA COLPA E’ SEMPRE DEGLI ULTIMI…

Rifondazione Comunista esprime solidarietà nei confronti delle lavoratrici e lavoratori della Asl 6 ingiustamente considerati un “punto critico” ed un “problema” per il loro assenteismo e livello di infortuni dal Direttore Generale uscente, con il supporto del Mes che ribadisce, per bocca della professoressa Nuti la maglia nera dell’Asl 6 sulle assenze e gli infortuni dei dipendenti, assenze che, ricordiamo, come hanno ben specificato le RSU, comprendono le assenze per maternità e le gravi malattie.  E’ vergognoso ribaltare sul personale la responsabilità del poco edificante risultato dell’indagine del MES ( nonostante le scuse successive, ma non sul personale), frutto forse di scelte di gestione direzionali discutibili.
Vale la pena sottolineare che i dipendenti pubblici hanno il turn over sostanzialmente bloccato da anni ed il personale sostiene comunque i servizi al cittadino  ( perché  quello Sanitario ricordiamoci che è un “Servizio” ed è “Nazionale” e non ci sono “clienti” ma cittadini ai quali la Costituzione assicura il diritto alla tutela della salute) nonostante i continui e perpetrati tagli (o, come si chiamano ora, “riorganizzazioni”) causati dalla riduzione dei finanziamenti che uno Stato serio invece dovrebbe destinare ai suoi gioielli: sanità, scuola e lavoro.
Per non parlare poi dei contratti di lavoro non rinnovati da anni e sul cui rinnovo prossimo ci sono forti dubbi: è di pochi giorni fa la notizia della proposta alla Camera della proroga del blocco dei contratti ai pubblici dipendenti avviata dal governo Monti e fatta propria dal governo Letta.
Ci pare quindi veramente scandaloso aver sottolineato che nonostante “un percorso di riorganizzazione avviato” il problema è “l’assenteismo diffuso”. Questo atteggiamento “Marchionnesco” francamente non ci piace per niente.
Notiamo anche il silenzio assordante degli amministratori dei Comuni della Val di Cornia, nei quali i lavoratori della Asl operano tutti i santi giorni, che non hanno detto una sola parola se non proprio in difesa dei lavoratori, quanto meno di sostegno. Ci ricordiamo invece, nel lontano  luglio 2005, in appoggio all’allora Direttore Generale uscente Ing Scura, addirittura un’uscita in segno di dissenso dall’aula consiliare del Sindaco di Piombino, e solo perché il nostro Gruppo Consiliare aveva espresso soddisfazione per il fatto che Scura si trovasse con la valigia in mano….!

Partito Rifondazione Comunista
Federazione Val di Cornia Elba

giovedì 18 aprile 2013

Questione barriere architettoniche nella città di Piombino

 
 Questione barriere architettoniche nella città di Piombino

Con la presente, intendo trattare un problema che riguarda i/le cittadini/e della città di Piombino, in particolare anziani, disabili ed i genitori che portano in giro i loro figli/e nei passeggini. Piombino presenta molti posti in cui e difficile e delle volte impossibile accedere facilmente ai marciapiedi. In altri luoghi il marciapiede non è presente nemmeno e percorrere a piedi questi tratti di strada può essere molto pericoloso per il pedone. Mi riferisco ad una parte della località Ghiaccioni ed un'altra che si trova nei pressi della piscina comunale. Girando l intera città poi e facendo dei sopralluoghi ho potuto rilevare che i posti in cui le rampe ai marciapiedi sono assenti oppure da livellare al manto stradale sono i seguenti:

-  scivolo inesistente vicino al semaforo lato sinistro che permette al disabile sulla sedia a rotelle di salire sopra il marciapiede e percorrere il viale Unità D' Italia fino a Via
delle Medaglie D'oro della Resistenza.  Il marciapiede presenta lacune, dislivelli, e buche.
Va ricostituito il manto del marciapiede.

-      rampa inesistente sul marciapiede di via Indipendenza alle strisce pedonali, angolo via Dalmazia.
-      rampa assente sul marciapiede di viale della Repubblica, strisce pedonali, angolo via Dalmazia.
-      rampa da costruire in via Garibaldi, angolo via Barontini.
-      rampa mancante in via Felice Cavallotti alle strisce pedonali, lato opposto del magazzino “Centro del colore”.
-      rampa assente in via Portovecchio alle strisce nei pressi del negozio Natalini.
-      rampa dal livellare al manto stradale in via della Ferriera numero 4, in prossimità delle strisce pedonali.
-      rampa da costruire alle strisce in via Ignazio Silone.
-      marciapiede inesistente all’ inizio di via Del Desco.
-      strada con lacune, dislivelli e buche in via Delle Medaglie d’ oro all’ altezza della rampa vicino al cartello con scritta “area d emergenza s. Rocco”.
-      marciapiede dissestato lato destro in via Delle Medaglie d’oro.
-      marciapiede dissestato viale della Resistenza. Fine marciapiede rampa assente angolo via Del Piave.
-      rampa mancante alle strisce in viale Della Resistenza davanti al palazzo numero 8bc.
-      rampa da costruire in viale Della Resistenza nei pressi della panetteria “Da Vito”.
-      rampa da livellare al manto stradale in via Felice Cavallotti, davanti alla piadineria “Gran gusto”.
-      rampa da costruire in via Landi presso il numero 46.
-      rampa inesistente alle strisce pedonali in via Buozzi angolo via Colombo, davanti asilo.
-      rampa da costruire in via Buozzi ai marciapiedi nei pressi del circolo Gibo.
-      rampa da livellare al manto stradale in via Carlo Pisacane angolo via Buozzi presso il Bar Stadio.
-      rampa da ricostruire in via Gaeta angolo via Pisacane.
-      rampa da ricostruire in via Spalato dietro la Coop. Presenza di buche.
-      rampa da livellare al manto stradale in via Cesare Battisti presso il numero 12 e 17 di via Leonardo da Vinci.
-      rampa da livellare alla strada in via Massimo D’ Azeglio numero 22 e 17.
-      rampa da costruire ad ambo i lati in via Leonardo Da Vinci angolo via Manzoni.
-      rampa da livellare alla strada in via Marconi angolo via Carlo Bini.
-      rampe mancanti presso le strisce pedonali in viale Marconi nei pressi del numero 62.
-      rampe inesistenti presso le strisce in viale Marconi nei pressi del numero 74.
-      rampe da livellare in viale Marconi nei pressi del numero 27 bc.
-      ingresso davanti Hotel Esperia da livellare alla strada.
-      marciapiede con poggi, buche in viale Marconi numero 128.
-      marciapiede da fare in via Salivoli.
-      rampa da livellare alla strada presso il Bagno Salivoli.                 
    


Questione Spiaggia

l'estate sta per arrivare, i disabili che rimangono in città
non hanno una spiaggia per passare qualche ora di serenità. Visto la spiaggia  libera, al porticciolo a Salivoli, dietro lo scoglio di Orlando, propongo di sistemare con una passerella in legno o plastica mobile allo scopo che,  anche il disabile in carrozzina possa dirigersi sulla spiaggia per prendere il sole e vedere il mare.

                                                                 Rosaria




venerdì 12 aprile 2013

DEMONI DEL FANGO


Chi di fango ferisce, di fango perisce



Apprendiamo dalla stampa e dai telegiornali che la procura di Napoli  ha contestato il reato di disastro ambientale ai vertici di Bagnolifutura nonché al Dr. Mascazzini, per aver consentito che venissero mescolati i rifiuti tossici al terreno e smaltiti in maniera non adeguata  alla loro pericolosità.

Ma non sarà il solito personaggio che all’epoca dell’ affare “Fanghi di Bagnoli” venne in Consiglio Comunale a garantire la non pericolosità dei materiali che sarebbero dovuti venire da Bagnoli?
Ma non l’avremo mica scampata bella?
Ma non avremmo avuto mica ragione…?


domenica 7 aprile 2013

L'ABUSO SUL TETTO CHE SCOTTA

 
L’ABUSO SUL TETTO CHE SCOTTA
“A Piombino si vende panorama per 100.000 euro”

"Due edifici vengono costruiti in difformità rispetto al permesso di costruire, uno più alto di 65 cm, l’altro di 1 m e 23 cm, in questo modo rovinando il panorama di una zona attrezzata a belvedere, motivo per cui gli edifici dovevano non superare una certa altezza. La parte difforme non viene demolita ma l’abuso viene sanato con una irrisoria, per un costruttore edile, somma di euro 100.000, e tutto resta così. C’è una parola che descrive tutto questo, e la parola è “condono”. Questi sono i fatti.
Veniamo a conoscenza che la legge urbanistica non prevede la demolizione, o forse la potrebbe prevedere, a seconda dell’articolo applicato. Ci riserviamo di verificare la normativa, convinti, a prescindere, che gli abusi edilizi debbano essere demoliti.
Ci chiediamo inoltre dove fossero gli organi preposti al controllo del rispetto del permesso di costruire, durante i mesi in cui si stava costruendo l’ultimo piano proprio di fronte al punto panoramico. Magari, verificando prima, si sarebbe potuti intervenire senza “pregiudicare la parte in conformità” e non ci sarebbe stato bisogno di correre ai ripari solo dopo le segnalazioni dei cittadini.
E poi ci si chiede perché Rifondazione Comunista è contraria alla Fiorentina Diaccioni vista come strada panoramica volano per il turismo: siamo contrari anche perché il rischio è proprio di produrre ecomostri poi sanabili con facilità. Così è.
Per concludere il Partito della Rifondazione Comunista,
oltre a riproporre la questione nelle sedi istituzionali, si farà promotore di una petizione ( on line su http://prcpiombino.blogspot.it )
e in piazza) perché l’immobile sia riportato alle misure autorizzate, non ritenendo la promessa di utilizzare i 100.000 euro per la costruzione di un altro belvedere affatto convincente: il belvedere già c’era, e anche questo è un fatto."
Partito Rifondazione Comunista
Circolo “V. Corallini” Piombino