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giovedì 30 aprile 2015

Brevissima rassegna stampa sulle bugie e i fallimenti del PD su Piombino



Una compagna di Follonica ha redatto una breve rassegna stampa, dall'archivio online di Repubblica,  su PD e Acciaierie (soprattutto Rossi e Renzi su Mordachov, Concordia e Jindal).

Come PRC Piombino riteniamo di  pubblicare questa rassegna stampa, che anche se non mette in luce  tutte le bugie del Partito democratico rende la idea del perchè questo partito non merita di essere votato .

Sara scrive :Sicuramente i compagni di Piombino saranno ben preparati e sapranno indicare bene a Tommaso Fattori le questioni da trattare quando farà l'incontro a Piombino vedi per esempio il post la questione del preliminare di Fabrizio Callaioli , http://prcpiombino.blogspot.it/2015/04/il-preliminare-e-il-piano-industriale_12.html  ma, per quel che può valere, mi metto anche io a disposizione.

13 maggio 2010


23 luglio 2010


30 settembre 2010


19 ottobre 2010


5 settembre 2013


2 giugno 2014


26 Giugno 2014: 


7 Settembre 2014:






10 dicembre 2014


Un grazie a Sara da parte del PRC Piombino


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domenica 22 marzo 2015

ORGOGLIO D’ACCIAIO


Noi abbiamo sempre sostenuto che la nostra fabbrica doveva continuare a produrre acciaio mantenendo l'area a caldo, veramente ci ricordiamo che lo sosteneva che gran parte di questa città, compresa l'amministrazione.  Poi abbiamo accettato un altro tipo di produzione, il forno elettrico, perché è arrivato Rebrab e ha promesso anche una diversificazione economica ( logistica,  agro industriale,  sviluppi sul porto). Ora, per motivi evidentemente economici tutti interni, Cevital ripropone, insieme a tutto il resto, anche la riaccensione dell'altoforno. Noi avremmo voluto che su Piombino si intervenisse con finanziamenti statali ( come a Taranto) e non che si lasciasse in mano a un  bel padrone tutta la partita, perché adesso siamo nelle mani di questo volubile signore che sta rimandando giorno dopo giorno la presentazione di un piano industriale vero e dettagliato in cui si diano precise garanzie sulle modalità di riaccensione di un altoforno fermo da quasi 1 anno e garanzie di tutela dell'ambiente e di emissioni, perché non si pensi di fare un investimento approssimativo giusto per trovare una soluzione immediata a problemi di tipo economico. Quindi l'alto forno si riaccende, ma si riaccende utilizzando le  migliori tecnologie per una produzione di acciaio importante soprattutto dal punto di vista ambientale, perché  noi crediamo che alimentare un forno elettrico con la ghisa liquida, cioè calda,  prodotta direttamente in situ ci può portare ad un livello qualitativo notevole nel campo della produzione siderurgica e ci consentirà di avere un'acciaieria d'avanguardia a livello mondiale. Detto questo resta però un problemino: ad aprile finiscono i contratti di solidarietà e i lavoratori andranno in cassa integrazione; l'indotto rischia la mobilità o la NASPI,  sempre che venga concessa,  perché grazie ai cambiamenti della normativa sugli amortizzatori sociali,  per ottenerla bisogna aver lavorato almeno 30 giorni nell'ultimo anno e tanti lavoratori delle ditte non lo hanno fatto. Rossi annuncia ancora una volta che per Piombino è tutto a posto, adesso (ma fra quanto?) verrano realizzati investimenti sul porto, 400 posti di lavoro, si ma per chi? Per i lavoratori in cds o in cig o in mobilità,  per i 300 che restano fuori dall'operazione Cevital, per i lavoratori delle ditte come la Hasco Metal che dal 27 maggio sono a casa?  o saranno ditte specializzate esterne? Nell'attesa, noi non vogliamo distrarci da  ulteriori sirene, e vogliamo capire per quanto ancora si posticiperanno le scadenze per l'acquisto da parte di Rebrab. Il nostro volubile padrone bisogna che smetta di rimandare e presenti il piano industriale SUBITO, perché le persone mangiano tutti i giorni e non con i tempi che lui stabilisce. Che decida cosa fare da grande, i cittadini e i lavoratori non possono più aspettare. Quando, dagli annunci avremo finalmente un fatto concreto? E per fatto concreto noi intendiamo la riassunzione dei primi lavoratori dalla cds o  cig o altro, solo questo, per ora il resto fa volume.

Foto tratta da post :
Licenciement massif de travailleurs à Cevital

mercoledì 25 febbraio 2015

PRC Piombino : Comunicato da consigliere comunale PRC Fabrizio Callaioli.



Questa mattina il Capogruppo consiliare di Rifondazione Comunista Fabrizio Callaioli, dopo le notizie di possibile riapertura dell'AFO da parte di Cevital diffusesi in questi ultimi giorni, ha presentato richiesta di comunicazioni urgenti al Sindaco di Piombino, ritenendo che i rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini  e, di conseguenza i cittadini stessi, dovessero avere dalle istituzioni notizie più precise al riguardo. Il Sindaco Giuliani ha affermato di rispondere solo per cortesia e comunque di non avere notizie da Cevital se non attraverso i comunicati e quindi gli organi di stampa.
Ha riconfermato ciò che già si sapeva, ovvero che Cevital dice di realizzare l'impianto agroindustriale e la logistica, ma di non sapere niente dell'altoforno. D'altronde ha precisato di non aver letto il preliminare pur essendo stato invitato alla firma. Noi riteniamo le parole del Sindaco inaudite, non è possibile che il Sindaco della città ove sorge la fabbrica, se non viene chiamato da Cevital, non ritenga dover interpellare lui l'Azienda per capire che cosa intende fare. Noi riteniamo che dovrebbe essere un suo dovere nei confronti
dei lavoratori e dei cittadini. La non-risposta del Sindaco ha, a nostro avviso, un significato altamente politico, ossia l'assoluta impotenza e sudditanza nei confronti del Sig. Rebrab e di ciò che lui vuole fare e disfare nell'area industriale

Foto da web Giornalettismo

martedì 24 febbraio 2015

MA.. UN BEL DI’ VEDREMO LEVARSI UN FIL DI FUMO ?



Ci siamo forse scordati che il 1° maggio 2014 venne consegnato  a Rossi , in un tripudio di applausi, simbolicamente lo scovolino con cui era stato spento l’altoforno con l’auspicio che tornasse a riconsegnarlo per la riaccensione? Noi non ce lo siamo scordato, come non ci siamo scordati che la riapertura dell’area a caldo era quello per cui abbiamo lottato fino alla fine. Detto questo, abbiamo aperto un credito a Cevital che ha manifestato l’intenzione ( e tuttora siamo a intenzioni visto che il piano industriale dettagliato è latitante) di produrre acciaio con i forni elettrici, di diversificare costruendo un impianto agro industriale etc etc. Adesso Cevital vuole riaccendere l’altoforno, per noi va benissimo ( anche la Germania apre altoforni mentre noi li chiudiamo, quindi perché no?), ma ci chiediamo: in che condizioni sono gli impianti spenti da circa un anno?, quali tutele ambientali e di sicurezza ci sono per gli operai e la cittadinanza? Come si concilia la ripartenza dell’area a caldo con l’impianto agroindustriale che lì doveva essere costruito? Cevital bisogna decida che fare da grande, se vuole investire sull’altoforno lo faccia, ma  ci deve dire come, perché  e per quanto tempo, oppure prosegua per la sua strada, ma anche in questo caso dicendo come e perché. Si fa notare che nel frattempo continuano la solidarietà e la cassa integrazione, quest’ultima, per i dipendenti delle Ditte, pagata un mese sì e quello dopo non si sa.  Né i lavoratori né i cittadini sono pedine su una dama.