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domenica 22 marzo 2015

Massimo impegno e massima partecipazione per la manifestazione promossa dalla Fiom per il 28 marzo


Care compagne e cari compagni,

è chiara a tutti l'importanza della riuscita della manifestazione nazionale promossa dalla Fiom per il 28 marzo.
La manifestazione del 28 rappresenta il principale appuntamento per rilanciare, dopo lo sciopero generale di dicembre,  l'opposizione alle politiche del governo Renzi. 
Un obiettivo tanto più necessario dopo l'approvazione  dei primi decreti attuativi del Jobs Act, e mentre il governo va avanti nell' opera di distruzione del welfare, privatizzazione del residuo patrimonio industriale pubblico e dei servizi pubblici locali, attacco alla scuola, smantellamento della Costituzione e della democrazia. 

Come PRC abbiamo peraltro espresso la nostra condivisione all'obiettivo che la Fiom si é data di costruire una coalizione sociale per ricomporre la frammentazione del lavoro e della società,  con la convinzione che quel percorso possa positivamente interagire con la costruzione del soggetto politico unitario della sinistra antiliberista in cui siamo impegnati.

Invitiamo dunque tutte e tutti a contribuire con il massimo impegno alla riuscita della manifestazione.  
Per quel che riguarda i mezzi di trasporto per raggiungere Roma é possibile rivolgersi alle strutture territoriali della Fiom.
Per quel che riguarda le modalità di partecipazione alla manifestazione, l'indicazione é quella di portare le bandiere, stando distribuiti nel corteo con le realtà di lavoro e con i territori di provenienza,  come quasi sempre abbiamo fatto nelle manifestazioni sindacali.

Buon lavoro,

Roberta Fantozzi   Giovanna Capelli


giovedì 27 marzo 2014

Le Acciaierie verso la cig, Piombino nel dramma



di Riccardo Chiari – il manifesto Pubblicato il 27 mar 2014

Il volan­tino distri­buito alle entrate delle Accia­ie­rie non lascia spa­zio a equi­voci: si va verso la cassa inte­gra­zione. Che non sarà breve per gli oltre due­mila addetti diretti della ex Luc­chini, e sarà tutta da con­qui­stare per i lavo­ra­tori dell’indotto. Cala la tela sul secondo polo side­rur­gico ita­liano, abban­do­nato da governi che cam­biano perio­di­ca­mente lea­der ma con­ti­nuano per­vi­ca­ce­mente a non avere uno strac­cio di poli­tica indu­striale. Lasciando che il “mer­cato” fac­cia il suo corso, con le rotaie fer­ro­via­rie che saranno pro­dotte in Ger­ma­nia, e le lami­na­zioni spar­tite fra i soci di Fede­rac­ciai, gruppo Mar­ce­ga­glia in testa.
Non sfugge a nes­suno che si entra in una fase deli­cata — avverte Enrico Rossi — in cui potreb­bero mani­fe­starsi anche seri pro­blemi di tenuta sociale. Governo, isti­tu­zioni e forze sociali sono chia­mati a fare la loro parte, fir­mando il più velo­ce­mente pos­si­bile il pre­vi­sto accordo di pro­gramma per la ricon­ver­sione eco­lo­gica del polo side­rur­gico”. L’unica via d’uscita, secondo il pre­si­dente toscano, per offrire alle Accia­ie­rie un futuro pro­dut­tivo. Sep­pur in tempi non brevi, visto che nella migliore delle ipo­tesi — cioè con robu­sti inve­sti­menti per un inno­va­tivo impianto Corex al posto dell’altoforno – ci vor­ranno almeno tre anni di lavori. In metà tempo, certo, sarà pos­si­bile costruire un forno elet­trico. Ma per farlo andare avanti baste­ranno al mas­simo 500 ope­rai. Meno del 25% degli attuali addetti delle Acciaierie.
Intanto a Piom­bino e in Val di Cor­nia si cerca di met­tere a fuoco il nuovo sce­na­rio, dopo le noti­zie pio­vute, negli ultimi giorni, come una gran­di­nata. Per le Accia­ie­rie restano in corsa, come ha spie­gato il vice­mi­ni­stro Clau­dio De Vin­centi ai sin­da­cati, gli ucraini di Steel­mont e i due fra­telli indiani Naveen e Saj­jan Jin­dal, a capo di due distinte società ere­di­tate dal padre, fon­da­tore della Jin­dal Steel and Power. Sia Steel­mont che Naveen Jin­dal guar­dano ai soli lami­na­toi. Men­tre la Jsw (Jin­dal south west) di Saj­jan Jin­dal, che è il mag­gior pro­dut­tore indiano di acciaio (4 mld di fat­tu­rato), potrebbe inve­stire anche sul forno elet­trico e sul Corex, già uti­liz­zato in due suoi stabilimenti.

Al di là delle ipo­tesi, il com­mis­sa­rio straor­di­na­rio Piero Nardi ha annun­ciato a Fiom, Fim e Uilm che la ‘due dili­gence’ sca­drà a fine aprile, ma le offerte vin­co­lanti potranno arri­vare a fine
mag­gio. Que­sta fine­stra tem­po­rale potrebbe rimet­tere in corsa gli arabi di Smc, unici a chie­dere un alto­forno fun­zio­nante durante i lavori di ristrut­tu­ra­zione delle Accia­ie­rie. De Vin­centi con­si­dera poco pro­ba­bile l’arrivo di un’offerta, però il gruppo che fa capo a Kha­led al Habah­beh assi­cura che dopo il 4 aprile, data fis­sata per la pro­messa rica­pi­ta­liz­za­zione da due miliardi della società, arri­ve­ranno a garan­zia 500 milioni di dol­lari alla filiale romana dell’Ubae (Unione della ban­che arabe ed euro­pee). Per certo il com­mis­sa­rio Nardi ha spie­gato che le 35mila ton­nel­late di mine­rale in arrivo per ali­men­tare l’altoforno – fino a ini­zio mag­gio – saranno le ultime. Men­tre è fis­sato per il 3 aprile il sum­mit inter­mi­ni­ste­riale (Svi­luppo eco­no­mico e Lavoro) con i sin­da­cati. Per par­lare di ammor­tiz­za­tori sociali.


immagini da internet inserite da autore blog